Situato alle porte di Lecco e comodamente raggiungibile da Milano, il Monte Barro è una piccola oasi circondata dalle acque di bacini di origine glaciale e caratterizzata soprattutto da boschi, praterie e rupi nelle quali trovano rifugio più di 1000 specie floristiche.
Proprio l’eccezionale biodiversità di questo piccolo monte ha spinto la Regione Lombardia a creare nel parco il Centro Regionale Flora Autoctona con l’obiettivo di garantire la disponibilità di specie vegetali compatibili con le popolazioni lombarde adatte all’impiego in opere di riqualificazione e recupero ambientale oppure ad intraprendere progetti di conservazione di specie rare e/o minacciate. Dalla primavera del 2006 il Centro ha una nuova sede a Galbiate nella splendida Villa Bertarelli dove sono ospitati i laboratori e le serre ed è stato allestito un affascinante percorso di visita alla scoperta dell’importanza della biodiversità attraverso i camminamenti sotterranei della Villa.
Ma il Monte Barro è ricco anche di storia, più o meno recente: nel parco si trovano infatti il Museo Archeologico del Barro (MAB) e il Museo Etnografico dell’Alta Brianza (MEAB). Nel primo si possono visitare i resti di un insediamento residenziale e militare a protezione della città di Milano costruito dall’Impero romano e poi occupato dai goti, uno dei più importanti siti archeologici dell’Italia settentrionale proprio per la sua quasi unicità. Il Museo è poi completato dall’esposizione di oltre 400 reperti ritrovati negli scavi in un allestimento didattico ricco di ricostruzioni grafiche e di una postazione didattica interattiva e tattile sul tema dello sfruttamento delle risorse naturali all’epoca della vita dell’insediamento. Il secondo, il Museo Etnografico dell’Alta Brianza, tra i pochissimi musei riconosciuti della Regione Lombardia nel settore demoetnoantropologico per il valore della sua proposta culturale, documenta la vita delle classi popolari in Brianza e nel Lecchese nei secoli XIX e XX, presentandone aspetti fondamentali come l’organizzazione sociale, le tecniche di lavoro, le pratiche quotidiane e festive, le forme espressive, le credenze e la mentalità. L’esposizione degli oggetti - corredata da fonti scritte, fotografie, video, voci che raccontano e cantano, musiche, suoni e rumori - si sviluppa in diversi spazi, alcuni dei quali - la stalla, la cucina, il portico - sono stati autentici ambienti di vita e di lavoro. Dal 2008, inoltre, in un casello del roccolo di Costa Perla, sede della Stazione Ornitologica Sperimentale del Parco, nella quale vengono monitorate e studiate numerose specie di uccelli in transito dall’Europa settentrionale all’Africa, è stata allestita una sezione staccata del museo, dedicata alla caccia e all’uccellagione.
Le attività didattiche si articolano in percorsi di visita, laboratori e lezioni in classe che consentono di esplorare tutte le realtà di maggior interesse presenti nel nostro parco, con particolare attenzione ai temi della salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale. Bambini e ragazzi, in relazione alle diverse fasce di età, vengono coinvolti in percorsi con giochi ed esperienze pratiche che fanno leva sulla loro curiosità, stimolano la capacità di lavorare in gruppo e lo spirito d’avventura.
- ATTIVITÀ DIDATTICHE
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per le scuole.
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