Il Museo Civico di Bassano del Grappa è uno dei più antichi Musei del Veneto: è stato fondato per volontà del naturalista Brocchi nel 1828 come insieme di Museo, Biblioteca e Archivio. Dal 1840 è nell’attuale sede, l’ex Convento della chiesa di San Francesco. Comprende varie sezioni: la sezione archeologica conserva reperti protovillanoviani/paleoveneti rinvenuti nel territorio di Bassano: urne cinerarie del X-IX sec. a. C., frammenti di lastra in terracotta di età augustea, una situla in argilla della fine del X-IX sec. a. C. La collezione Virgilio Chini comprende circa 800 vasi e bronzetti di produzione greca e italiota, ; inoltre è esposta una piccola collezione di Bronzi del Luristan oltre a gioielli tarantini in oro del IV sec. a. C. e alcuni vasi italioti a figure rosse in argilla del IV sec. a. C. Nel chiostro seicentesco del convento sono esposti reperti archeologici e lapidei della città.
Al primo piano, la pinacoteca comprende dipinti dal XIII al XX secolo, tra i quali spicca la più grande raccolta al mondo di opere di Jacopo Bassano e una ricca documentazione dell’attività della sua bottega. Un salone è dedicato alle opere del Canova: duemila disegni dell’artista, l’epistolario, la biblioteca, i bozzetti, numerosi gessi e la serie unica dei monocromi.
Il Museo della Ceramica è situato al piano nobile di Palazzo Sturm, splendido edificio settecentesco ubicato sulla riva del Brenta: accoglie i visitatori con un pronao ionico e un salone d’onore affrescato nel 1765 dal veronese Giorgio Anselmi. La fitta decorazione di stucchi che orna alcuni ambienti costituisce una delle più rilevanti decorazione rococò del Veneto. Il Museo, inaugurato nel 1992, riunisce preziose collezioni di ceramica (più di 1200 pezzi), esposte secondo un ordine cronologico. Vi sono frammenti di ceramica medievale graffita, sono presenti le maioliche dei Manardi (XVII-XVIII sec.); ma la testimonianza più consistente è rappresentata dalla produzione degli Antonibon (XVIII-XIX sec.) con la produzione in maiolica, porcellana e terraglia. L’ampia veranda offre una cornice appropriata alla maiolica di gusto eclettico, mentre la vecchia cucina espone le due raccolte Vergani e Mazzotti di ceramica “popolare” del sec. XIX e il piano inferiore raccoglie la produzione contemporanea di opere di artisti di fama internazionale.
l Museo Remondini è un museo straordinario e con un allestimento moderno ed efficace. Il tema del viaggio, introdotto da manichini dei Tesini disegnate da Luzzati, è il filo conduttore del percorso espositivo riproposto secondo una linea del tempo che intreccia le vicende della famiglia con i materiali prodotti, in un cammino che si snoda lungo 200 anni di storia dell’immagine europea, tra metà Seicento e metà Ottocento. Il nuovo museo è uno dei pochi in Italia dedicati alla stampa e certamente il più articolato; in sei sale illustra tutti gli aspetti del fenomeno industriale sette-ottocentesco dei Remondini, attraverso tutta la produzione, i libri, le carte decorate, le incisioni popolari sacre e profane, i foglietti da ritaglio, i soldatini, i giochi, le vedute ottiche, le acquaforti e le xilografie dei grandi incisori italiani ed europei, tra cui Mantegna, Dürer, Canaletto e Tiepolo. Notevoli sono la multimedialità e i documentari affiancati gli apparati didascalici, e piacevole è l’allestimento in cui spicca l’ “albero dei Remondini”, una vera e propria scultura moderna realizzata con gli stampi lignei.
Presso Palazzo Bonaguro, splendido edificio secentesco con ampio parco, è ospitata la mostra zoologica permanente “Mondo animale. Conoscerlo per proteggerlo" che propone parte di una grande collezione di mammiferi naturalizzati provenienti da vari continenti, affidati in custodia definitiva dal Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato al Museo. La mostra, come strumento diretto di informazioni e conoscenza, rappresenta un'importante occasione di accrescimento cognitivo e di sensibilizzazione su temi attuali quali la tutela del patrimonio naturale e l'"impronta" dell'uomo sull'ambiente.
La Biblioteca di Bassano nacque grazie al naturalista Giambattista Brocchi, che nel 1828 lasciò alla sua città, oltre alle raccolte di fossili e minerali e al suo erbario, la sua biblioteca di circa 3.500 volumi Negli anni successivi la biblioteca si arricchì con altri importanti lasciti e donazioni: la raccolta degli opuscoli bassanesi di Giambattista Roberti, la raccolta di autografi di Bartolomeo Gamba, le lettere, gli album di disegni e i volumi di incisioni di Antonio Canova, una parte della biblioteca e il carteggio degli stampatori Remondini.
I percorsi didattici attivati tra le collezioni del Museo e i monumenti cittadini hanno come obiettivo la comprensione delle molteplici valenze dell’Istituto culturale, inteso come insostituibile punto di riferimento per la conoscenza della storia della città e del territorio e l’educazione al patrimonio culturale, punti di partenza per la creazione del cittadino del domani.
Per la scuola gli operatori didattici della Sezione Naturalistica hanno ideato percorsi e laboratori differenziati per contenuti, grado di approfondimento e durata, a seconda dell'età, per permettere ai ragazzi di imparare attraverso un'esperienza diretta e personale.Le attività proposte vedranno i ragazzi impegnati nell'osservazione e confronto di materiale, nello scambio di opinioni e conoscenze, nella realizzazione di elaborati che ne stimoleranno interesse e curiosità. Verranno inoltre forniti spunti per proseguire l'attività a scuola.
- ATTIVITÀ DIDATTICHE
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